Home » PREPARIAMOCI ALLA DOMENICA

PREPARIAMOCI ALLA DOMENICA

Letture della domenica

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

 

 

 

 

 

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde 

 

Antifona d'ingresso
Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. (Sal 105,47)

 

Colletta
Signore Dio nostro,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare tutti gli uomini con la carità di Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno A):
O Dio, che hai promesso ai poveri e agli umili
la gioia del tuo regno,
dona alla tua Chiesa
di seguire con fiducia il suo Maestro e Signore
sulla via delle beatitudini evangeliche.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

 

PRIMA LETTURA (Sof 2,3; 3,12-13)
Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.

 

Dal libro del profeta Sofonìa

Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell’ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».
Confiderà nel nome del Signore
il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.

Parola di Dio

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 145)
Rit: Beati i poveri in spirito. 

 

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

 

SECONDA LETTURA (1Cor 1,26-31)
Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo. 

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo (Mt 5,12)
Alleluia, alleluia.
Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Alleluia.

 

VANGELO (Mt 5,1-12)
Beati i poveri in spirito. 

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore

 

Preghiera dei fedeli
(Dall'Orazionale CEI 2020)
Fratelli e sorelle, la parola di Dio, accolta nella fede, ci dice che tutto concorre al bene per quelli che lo amano. Esprimiamo questa nostra certezza presentando al Signore le necessità dell’ora presente.
Preghiamo insieme e diciamo: Mostraci, Signore, la tua misericordia.

1. Per la Chiesa: sempre più sollecita del vero bene di tutti gli uomini, riponga la sua fiducia non nei mezzi umani, ma unicamente nella grazia. Preghiamo.
2. Per il popolo santo di Dio: sia fedele al messaggio evangelico e lo accolga come nutrimento essenziale per la propria vita. Preghiamo.
3. Per i ministri del Vangelo: proseguano con coraggio e pazienza nella missione di promuovere l’unità dei cristiani e di testimoniarla nella carità. Preghiamo.
4. Per i fidanzati: in preparazione al sacramento del Matrimonio, crescano nella fede e nella stima reciproca, aiutandosi a scoprire il disegno di Dio sul loro amore. Preghiamo.
5. Per noi qui riuniti a celebrare l’Eucaristia: la chiamata del Signore risuoni nel nostro spirito e ci guidi a vera conversione. Preghiamo.

La tua bontà, o Padre, non ha confini: concedi a noi e a tutti gli uomini la gioia di sperimentare che la tua misericordia è più grande del nostro cuore. Per Cristo nostro Signore.

 

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, o Signore,
i doni del nostro servizio sacerdotale:
li deponiamo sull’altare
perché diventino sacramento della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

 



 

Antifona di comunione
Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Signore, che io non debba vergognarmi
per averti invocato. (Cf. Sal 30,17-18)

Oppure (Anno A):
Beati i poveri in spirito: di essi è il regno dei cieli.
Beati i miti: avranno in eredità la terra. (Mt 5, 3.5)

 

Preghiera dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti con il dono della redenzione,
fa’ che per la forza di questo sacramento di eterna salvezza
cresca sempre più la vera fede.
Per Cristo nostro Signore.

 

Fonte Sito: www.lachiesa.it

 

 - Parrocchia San Gregorio Magno

MEDITIAMO LA PAROLA DI DIO

 Non esageriamo

 

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

 

Siamo dei mendicanti di gioia.

 

Tutti, credenti o meno, siamo dei mendicanti di gioia, perché sperimentiamo di non possedere ragioni a sufficienza per essere davvero realizzati, totalmente appagati. Sì, certo, viviamo momenti intensi, belli, memorabili, gioie semplici e vere che solcano – grazie a Dio! – il cuore e la vita. Ma non sufficienti a realizzare tutto il desiderio di assoluto che portiamo conficcato nel cuore.

 

Il nostro mondo, ingenuo!, ci fa pure credere che ottenere la felicità sia cosa da poco: basta possedere, apparire, esagerare. Chi davvero crede a questa menzogna si ritrova con un pugno di mosche in mano, inebriato e fuori di sé. E magari diventa capo di Stato…

 

Altri, da tempo, si sono arresi al quotidiano e combattono la triste battaglia del sopravvivere.

 

È possibile vivere la totalità dell’amore? La pienezza della felicità?

 

Gesù, il folle

 

Matteo inizia oggi il lungo discorso della montagna: come un nuovo Mosè, Gesù sale sulla montagna, non il Sinai ma le colline del lago di Tiberiade sono lo scenario dell’evento, per consegnare la nuova legge, non più scolpita sulle tavole di pietra, ma incisa nel cuore dei discepoli.

 

Gesù ci sconcerta, dice che la beatitudine, la felicità, la gioia, consistono esattamente nel contrario di ciò che noi consideriamo fonte di benessere: ricchezza, forza, calcolo, scaltrezza, arroganza. 

 

Cosa sta dicendo Gesù? 

 

Esalta forse una visione di cattolicesimo rassegnato e perdente che ancora vedo intorno a me? Mi dice forse che, se le cose vanno male, se sono povero (“pitocco” nel testo greco), se subisco violenza, se provo dolore e piango, sono immensamente fortunato?

 

Siamo seri, non diciamo stupidaggini!

 

Dio non ama il dolore e Gesù stesso, per quanto gli è stato possibile, ha evitato la sofferenza.

 

O ha ragione l’immenso Nietzsche, quando dice che i cristiani, non riuscendo a vincere, ad emergere, a trionfare, essendo i perdenti della storia, alla fine dicono e fanno dire a Dio: “Allora beati gli sconfitti?”.

 

Dio, il beato

 

Gesù parla del Padre, ne descrive il vero volto, racconta l’inaudito di Dio così come egli lo ha vissuto e lo vive. 

 

Il Padre, il vero Dio, è un Dio povero, un Dio misericordioso, un Dio mite, un Dio che ama la pace, un Dio che, per amore, è pronto a soffrire. Un Dio così diverso da come ce lo immaginiamo, un Dio così straordinario e armonioso solo Gesù ce lo può veramente svelare, perché lui e il Padre sono una cosa sola.

 

Così come Mosè, portando scolpite nella pietra le parole di Dio, un Dio che aveva liberato il popolo dalla schiavitù, ne svelava l’intima natura, il desiderio che Dio ha di insegnare all’uomo la strada dell’umanità realizzata, Gesù ci descrive il volto inatteso di Dio, mentre ci consegna una nuova legge, una legge scritta nel cuore.

 

Dio non premia i migliori, ma dona a ciascuno secondo quanto ha bisogno, privilegiando chi ha meno: un cuore povero, un cuore affranto riceve molta più attenzione e tenerezza di un cuore sazio che non ha bisogno di nulla.

 

La beatitudine non consiste nel dolore, nella miseria, ma nel fatto che l’intervento di Dio colma il cuore di chi è affranto.

 

Il ribaltamento

 

Gesù dice: se, malgrado la sofferenza, la persecuzione, il pianto tu sei sereno, beato, significa che hai riposto in Dio la tua fiducia, è lui il tuo unico sostegno; stai felice: hai trovato Dio, la felicità che non ti è tolta, la risposta grande alla vita. 

 

Le gioie che viviamo sono dono suo, e vanno vissute, Dio ci chiederà conto di tutte le gioie che non avremo vissuto. Ma quanta più gioia c’è nel tuo cuore se, nel dolore, tu resti saldo in lui, l’unico bene che non ti può essere tolto!

 

Conoscere Dio, sapere che in lui soltanto riposa il tuo cuore, sovverte l’ordine delle cose. 

 

Il mondo è aggressivo, ci vuole grinta per sfondare? Devi sempre dimostrare che vali? Al lavoro sei misurato e pesato continuamente? Tu resta mite, costruisci la pace, vivi nella giustizia, tu stai dalla parte di Dio. 

 

Non c’è santo: o ha ragione il mondo, o ha ragione Dio.

 

Le Beatitudini sono promessa di un mondo nuovo, diverso, di una logica che siamo chiamati a scrivere nella piccola vita delle nostre piccole comunità radunate intorno al pane di Dio. 

 

È difficile vivere il Vangelo, lo so bene, difficile vivere nella storia il sogno di Dio che è la Chiesa.

 

Ma la fatica che faccio nel restare ancorato al Vangelo, lo sforzo eroico che compio nella conversione alla logica del Regno, anticipa e realizza le Beatitudini. 

 

Nella mia vita chi è mite conta qualcosa, chi è povero di cuore, cioè umile, vale più di chi ostenta arrogante ricchezza, la mia presenza, la mia preghiera, sono conforto al cercatore di giustizia.

 

Le beatitudini affermano che la storia finirà come abbiamo sempre sognato: trionfa il bene, lo sconfitto risorge, l’arroganza dei potenti è convertita, umiliata, e di questa storia noi siamo testimoni. Paolo guarda alla sua comunità, fatta perlopiù di schiavi senza futuro, Sofonia profetizza: Dio si sceglie un povero tra gli ultimi della storia, si schiera con la periferia, con coloro che subiscono oppressione e violenza, e li riscatta, li salva, li rende figli della luce.

 

Pubbliche scuse

 

Lo so, lo so: questa pagina è indigesta, improponibile, utopica. 

 

Non esageriamo, cattolici sì, ma così è davvero troppo.

 

Gradevole come sogno, assurda come modello di vita concreto, esempio del mio modo di relazionarmi, di concepire i rapporti con gli altri… lo so, non insistete. 

 

Chiedo scusa, tornate pure ai vostri affari, sfogliate pure la lista delle tragedie di oggi raccontate dai quotidiani, godetevi la trasmissione di moda che vi parla di come vestirà l’uomo Armani della prossima estate, rifugiatevi pure nel campionato di calcio. 

 

Gesù è un burlone, lo sapete, va preso per quello che è, un sognatore incallito. Tenero idiota.

 

 

 

E se invece – una volta tanto – avesse ragione Dio?

 

 Fonte sito: https://paolocurtaz.it/

LISTA DEI SITI CATTOLICI IN ITALIA

LISTA DEI SITI CATTOLICI IN ITALIA - Parrocchia San Gregorio Magno

L'elenco piu' completo ed aggiornato dei siti cattolici presenti in Italia.

Privacy Policy