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PREPARIAMOCI ALLA DOMENICA

Letture della domenica

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

 

 

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde 

Antifona d'ingresso
Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno:
tu sei buono, o Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)

Colletta
Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l'amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa' maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno C):
O Dio, che chiami i poveri e i peccatori
alla festosa assemblea della nuova alleanza,
concedi a noi di onorare la presenza del Signore
negli umili e nei sofferenti,
per essere accolti alla mensa del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Sir 3,17-20.28-29)
Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.

Dal libro del Siràcide

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 67)
Rit: Hai preparato, o Dio, una casa per il povero. 

I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome.

Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.

Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio.

SECONDA LETTURA (Eb 12,18-19.22-24)
Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente. 

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 11,29)
Alleluia, alleluia.
Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.
Alleluia.

VANGELO (Lc 14,1.7-14)
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato. 

+ Dal Vangelo secondo Luca

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Per essere cristiani autentici non basta essere di buona educazione religiosa. Occorre convertirsi ed acquisire una coscienza seria e serena del proprio peccato.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.

1. Perché la saggezza ci preservi dalle tentazioni della ricerca esasperata del successo e dalla lotta per il potere ad ogni costo. Preghiamo.
2. Perché le comunità cristiane, sull’esempio del loro unico maestro, prediligano sempre «poveri, storpi, zoppi e ciechi». Preghiamo.
3. Perché la nostra umiltà nasca sempre dall’amore per ciò che siamo e ciò che possiamo diventare con l’aiuto di Dio. Preghiamo.
4. Perché impariamo ad occupare anche l’ultimo posto col cuore sereno e la mente libera. Preghiamo.

O Padre, la tua grandezza si è manifestata nella scelta degli ultimi. Aiutaci a capire che ogni capacità comporta una responsabilità verso noi stessi e verso i fratelli più fragili. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
L'offerta che ti presentiamo
ci ottenga la tua benedizione, o Signore,
perché si compia in noi con la potenza del tuo Spirito
la salvezza che celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.



Antifona di comunione
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono. (Sal 30,20)

Oppure:
Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia:
di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,9-10)

Oppure (Anno C):
Chi si esalta sarà umiliato,
e chi si umilia sarà esaltato. (Lc 14,11)

Preghiera dopo la comunione
O Signore, che ci hai saziati con il pane del cielo,
fa' che questo nutrimento del tuo amore
rafforzi i nostri cuori
e ci spinga a servirti nei nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

Fonte Sito: www.lachiesa.it

 

 - Parrocchia San Gregorio Magno

MEDITIAMO LA PAROLA DI DIO

Terra feconda

 

Si urla, sempre. Sempre più spesso, sempre più forte.

E, finalmente, senza remore, senza vergogna, senza ipocriti perbenismi.

Diciamolo, infine, sveliamo il segreto di pulcinella: l’uomo è fogna putrida.

Inutile giocare a fare i democratici, i tolleranti, i dialoganti.

Ovunque, nel mondo, cresce la voglia della prova di forza, fra i potenti, fra le nazioni. Altro che dialogo, altro che mondo pacificato, altro che giustizia e sostenibilità. Ma non scherziamo.

Viva l’uomo forte, le parole forti, le scelte forti.

Viva l’opinione urlata, le scelte nette, le frasi assertive.

Viva il nuovo ordine mondiale in cui vince il più aggressivo, il più ricco, il più spregiudicato.

Poco importa se la realtà è complessa e va accolta e capita per poter essere cambiata: chi c’è, c’è e pazienza per gli altri. Selezione naturale, Darwin aveva perfettamente ragione.

È una giungla, il mondo, impone una lotta senza quartiere. 

Per essere visibili, per essere notati, o anche solo per sopravvivere.

 

O forse facciamo parte dell’altra parte, di quella che vorrebbe e non potrebbe.

Di quella, direbbe il filosofo Nietzsche, che non potendo essere dalla parte dei vittoriosi esalta i perdenti, dicendo beati i poveri.

Ma vorremmo, o sì se vorremmo, essere visibili. Ci sfiniamo di selfie, siamo inquieti se non abbiamo sufficienti like, seguiamo i vari influencer pensando che siano loro i nuovi modelli. Lo vedo, attonito, dal fiume di reel che l’algoritmo mi proprina: centinaia di migliaia di opinioni, di pareri, di polemiche, su tutto. E pazienza se chi ne parla non ne sa nulla. Conta dire. Esserci. Pesare.

Uno su mille ce la fa, d’accordo. E gli altri novecentonovantanove?

E su questo minestrone che ribolle, su questi tempi infangati e rissosi, irrompe una Parola sussurrata.

Un Parola capace di orientare. Di svelare. Di far capire. Di illuminare.

Di chi dice che non esiste una classifica, se tutti sono unici. 

E che rivela che siamo figli del gran Re, tutti, ognuno, ciascuno.

Quanto ci accomuna la nostra unicità! (The Sun)

Emergere

Non cerchiamo salvezza, ma salvatori, dicevamo nelle scorse domeniche.

Qualcuno che risolva al posto nostro, senza farci fare troppa fatica, se possibile.

Gesù osserva la realtà, molto simile alla nostra.

Vede come, durante un banchetto ufficiale, alla presenza di persone importanti, molti si sgomitino per accedere ai primi posti, per avvicinarsi alla star, vera o presunta, della festa. E, pieno di buon senso, ammonisce: attento a non fare figure meschine.

Atteggiamento che portiamo incistato nel cuore. 

La voglia di emergere, di apparire, di contare.

Nel mondo e nella Chiesa, sia chiaro.

Che porta in sé una fragilità sconcertante: far dipendere dagli altri il valore di ciò che siamo.

Appesi

Troppe volte siamo appesi dal giudizio che gli altri danno delle nostre azioni.

Dipendiamo dal giudizio: sarò capace? Avrò fatto bene? 

Ci sforziamo di essere come gli altri si aspettano che siamo. Bravi genitori, bravi figli, bravi preti.

Speriamo, prima o poi, di ricevere un diplomino colorato e timbrato che attesti la nostra bravura.

E se questo non accade sprofondiamo nella depressione o facciamo una scenata terribile per non avere visto riconosciuti i nostri sforzi, dopo tutto quello che ho fatto per te!

Mendichiamo un apprezzamento, elemosiniamo un buffetto. 

Perché fondiamo la nostra autostima fuori da noi. 

Siamo dei capolavori. Dio ci ha creati tali. Pezzi unici.

Inutile pensare di essere delle fotocopie.

Volgiamo lo sguardo all’Unico che sa davvero chi siamo.

E cosa possiamo diventare.

Vai a te stesso

Gesù ci rivela un mondo altro: non hai bisogno di mostrarti, di apparire, tu vali. 

L’autostima che nasce nel tuo cuore non è misurata dalle tue abilità, no, ma dal fatto che sei pensato, voluto e amato dal tuo Dio. Anche se non vinci nessuna medaglia. Anche se la tua vita è fatta di piccoli passi.

Tu sei agapetoi, amato. Non dubitarne.

Tu vali, questo è il messaggio della Scrittura: sei prezioso agli occhi di Dio. 

Non importa il tuo limite, né la misura della tua paura. 

Non importa cosa gli altri pensino di te: tu vali, sei prezioso agli occhi di Dio. Perciò non hai necessità di ostentare, di cercare ossessivamente una visibilità che il mondo ti nega o che riserva a pochissimi eletti. 

Tu vali, anche se non vincerai mai nessuna medaglia d’oro e la tua piccola vita si perderà nei ricordi di una generazione. 

Tu vali, non svendere la tua dignità, coltiva il dentro e, se coltivi il fuori, e coltivalo, che sia sempre e solo trasparenza del dentro. 

I tuoi limiti? Un recinto che delimita lo spazio in cui realizzarti. 

I tuoi peccati? Esperienza della finitudine e della libertà ancora da purificare, da accogliere da adulto e da mettere nelle mani di Dio.

Non hai bisogno di metterti ai primi posti: solo Dio conosce il tuo cuore, lo conosce più di quanto tu lo conosca, non lasciarti travolgere dai falsi profeti del nostro tempo.

E, nel cuore di Dio, sei già al primo posto. Insieme a tutti gli altri, perché l’amore non si divide, si moltiplica all’infinito.

Siamo chiamati

Il mio nome è scritto nei cieli, cioè nel cuore di Dio. mi sono accostato all’assemblea dei santi, fratelli e sorelle che, come me, sono stati toccati dalla presenza del Mistero.

Non ho bisogno di urlare se non di gridare con la vita quanto siamo amati. E vivere da salvato. No, non urlo, non litigo, non penso di essere più furbo o migliore.

Sono creta nelle mani del vasaio.

 

Ecco da dove nasce l’umiltà.

Termine che deriva dall’humus, la terra, che diventa feconda.

Una concretezza che dona vita, questa è l’umiltà.

Che non è la depressione di noi cattolici, ma l’esperienza gioiosa e feconda di ciò che possiamo realisticamente essere. Sappiamo di essere preziosi agli occhi di Dio. Abbiamo conosciuto la nostra ombra ma, infinitamente di più, la luce della sua presenza.

Quella vogliamo raccontare e vivere.

Perché sperimentiamo di essere amati in totalità, e questo amore ci spinge a superare ogni ostacolo.

 

Davvero vi interessano ancora i primi posti?

 Fonte sito: Paolocurtaz.it

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