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PREPARIAMOCI ALLA DOMENICA

Letture della domenica

 Domenica 13 gennaio 2019  

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    BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO C)
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Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco

Antifona d'ingresso
Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli, 
e come colomba 
lo Spirito di Dio si fermò su di lui, 
e la voce del Padre disse: 
“Questo è il Figlio mio prediletto, 
nel quale mi sono compiaciuto”. (cf. Mt 3,16-17)

Colletta
Padre onnipotente ed eterno, 
che dopo il battesimo nel fiume Giordano 
proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, 
mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, 
concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito, 
di vivere sempre nel tuo amore. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

Oppure: 
O Padre, il tuo unico Figlio 
si è manifestato nella nostra carne mortale, 
concedi a noi, 
che lo abbiamo conosciuto come vero uomo, 
di essere interiormente rinnovati a sua immagine. 
Egli è Dio e vive e regna con te... 

Oppure: 
Padre d’immensa gloria, 
tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo 
il tuo Verbo fatto uomo, 
e lo hai stabilito luce del mondo 
e alleanza di pace per tutti i popoli; 
concedi a noi che oggi celebriamo 
il mistero del suo battesimo nel Giordano, 
di vivere come fedeli imitatori 
del tuo Figlio prediletto, 
in cui il tuo amore si compiace. 
Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Is 40,1-5.9-11)
Si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini la vedranno.

Dal libro del profeta Isaìa

«Consolate, consolate il mio popolo –
dice il vostro Dio.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 103)
Rit: Benedici il Signore, anima mia.

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda.

Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi.

Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.

Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

SECONDA LETTURA (Tt 2,11-14;3,4-7) 
Il Signore ci ha salvato con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito 

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. 
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, 
e il suo amore per gli uomini, 
egli ci ha salvati, 
non per opere giuste da noi compiute, 
ma per la sua misericordia, 
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, 
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza 
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, 
affinché, giustificati per la sua grazia, 
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 3,16) 
Alleluia, alleluia.
Viene colui che è più forte di me, disse Giovanni;
egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Alleluia.

VANGELO (Lc 3,15-16.21-22) 
Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì. 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». 
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Chiediamo al Signore di essere, come Lui, capaci di essere nel mondo senza essere del mondo. 
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, facci partecipi del Tuo amore. 

1. Perché ogni uomo si ricordi di essere pari ai suoi fratelli in quanto amato da Dio. Preghiamo. 
2. Perché il male non ci vinca col disgusto, ma ci sproni all’azione. Preghiamo. 
3. Perché, come Giovanni, sappiamo riconoscere i limiti della nostra testimonianza e lasciare spazio a te. Preghiamo. 
4. Perché la Tua incarnazione santifichi definitivamente, attraverso le nostre scelte, la vita dell’uomo. Preghiamo. 

O Padre, aiutaci a ricordare che nulla nel mondo dell’uomo è stato tanto spregevole da impedirti di mandarci il Tuo Figlio e che, col Tuo aiuto, tutto può essere trasformato. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Ricevi, o Padre, i doni che la Chiesa ti offre, 
celebrando la manifestazione del Cristo 
tuo diletto Figlio, 
e trasformali per noi nel sacrificio perfetto, 
che ha lavato il mondo da ogni colpa. 
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO 
Consacrazione e missione di Gesù . 

È veramente cosa buona e giusta, 
nostro dovere e fonte di salvezza, 
rendere grazie sempre e in ogni luogo 
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. 
Nel battesimo di Cristo al Giordano 
tu hai operato segni prodigiosi 
per manifestare il mistero del nuovo lavacro: 
dal cielo hai fatto udire la tua voce, 
perché il mondo credesse 
che il tuo Verbo era in mezzo a noi; 
con lo Spirito che si posava su di lui come colomba 
hai consacrato il tuo Servo 
con unzione sacerdotale, profetica e regale, 
perché gli uomini riconoscessero in lui il Messia, 
inviato a portare ai poveri il lieto annunzio. 
E noi, uniti alle potenze dei cieli, 
con voce incessante proclamiamo la tua lode: Santo... 

Antifona di comunione
Questa è la testimonianza di Giovanni: 
“Io l’ho visto, e ho attestato 
che egli è il Figlio di Dio”. (Gv 1,32.34) 

Oppure: 
Giovanni disse: “Io ho bisogno d’essere battezzato 
da te e tu vieni da me?”. “Lascia fare per ora” 
gli rispose Gesù, 
“poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. (Mt 3,14-15) 

Preghiera dopo la comunione
Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, 
concedi a noi tuoi fedeli 
di ascoltare come discepoli il tuo Cristo, 
per chiamarci ed essere realmente tuoi figli. 
Per Cristo nostro Signore.

Fonte Sito: www.lachiesa.it

 

MEDITIAMO LA PAROLA DI DIO

Diventare consolazione
 

Il popolo è in attesa.

Aspettano, desiderano, sperano.

Perché speranza e desiderio fanno parte della nostra natura profonda. Insopprimibile anelito alla pienezza. Inesausta ricerca di senso che riempie le nostre pur logore giornate.

Attendono. Aspettano.

Una soluzione, una via d’uscita, un po’ di salute, di benessere, di amore. Tutti aspettiamo. E si chiedono, in cuor loro, se non sia il Battista la risposta, il Messia.

Qualcuno che risolva. Che offra soluzioni. Che magicamente ci aiuti a superare i tanti lacci che ci impediscono di essere felici fino in fondo.

Non ha il coraggio di esplicitare quel pensiero, di dargli corpo. È il Battista a rispondere, il gigantesco Battista che potrebbe approfittare di quel desiderio, di quell’ansia sottaciuta.

È onesto, tanto. Non si prende per Dio. Non gioca a fare il Messia.

E parla usando toni forti, tipici del linguaggio profetico. Bastonate.

Viene uno più forte, più deciso, più intransigente. Nulla in confronto al rude battezzatore. E userà il fuoco per consumare le colpe, per annientare i reprobi.

Si sbaglia, Giovanni, ma non lo sa.

Sì, porterà il fuoco, il Messia. Ma non quello che punisce, bensì quello che accende l’abbondanza dell’amore e della consolazione. Porterà il fuoco travolgente della passione per Dio.

 

Tutto il popolo

La comunità di Luca ha già ricevuto il battesimo, come noi.

E l’evangelista, diversamente da Marco e Matteo, non racconta l’evento, lo da per acquisito. Descrivendo cosa sta facendo Gesù dopo avere ricevuto il battesimo, invita la sua comunità e il lettore ad imitarlo.

Gesù riceve il battesimo insieme a tutto il popolo. Penitente con i penitenti. Povero con i poveri.

Quel suo primo gesto dice già tutto di lui. Del suo stile. Della salvezza che è venuto a portare.

Gesù prega, dopo avere ricevuto il battesimo. Il primo di una lunga serie di momenti di preghiera. Non per insegnarci ad imitarlo, ma a farci comprendere che solo nella sosta prolungata e silenziosa davanti a Dio possiamo davvero far fiorire il germe di eternità messoci nel cuore.

La preghiera è l’ambiente privilegiato in cui far crescere ciò che siamo in profondità.

 

E i cieli si aprono.

Quei cieli che Israele percepiva chiusi ed ostici come se Dio, offeso o rassegnato dalla durezza di cuore del popolo, avesse gettato la spugna. Lunghi secoli senza profezia, senza indicazioni, senza parole provenienti direttamente da Dio. Ora si aprono i cieli, e scende una colomba che cerca il suo nido.

Gesù.

È lui il luogo dove abita la pienezza dello Spirito Santo. Lui il luogo della sua dimora.

È il figlio che in tutto imita il Padre, il prediletto, come Isacco per Giacobbe, colui che dona gioia al Padre.

E noi con lui, figli nel Figlio, concittadini dei santi e famigliari di Dio (Ef 2,19).

 

In esilio

Sono passati quarant’anni dalla deportazione in Babilonia. Dio suscita un profeta, un grande profeta, discepolo del profeta Isaia. Guarda lontano, questo profeta. Molti, fra il popolo, hanno scordato Gerusalemme, si sono integrati, alcuni hanno addirittura fatto carriera presso i babilonesi. Non interessa nemmeno più, il ritorno.

Come accade a noi, ormai integrati, assuefatti, rassegnati.

Che subiamo il pensiero corrente che confonde compassione con buonismo, che ci insegna a fare i discepoli, che riduce l’evento della fede a scelta culturale o sociale, o politica.

Rassegnati a procedere senza troppo scossoni.

E Isaia richiama loro e noi ad osare. A consolare. A tornare ad essere fiaccola, strada nuova verso Dio, anche se in mezzo al deserto che fisicamente divideva Babilonia da Gerusalemme, dimora dello Spirito, per tutti coloro che ancora vogliono sperare.

Perché la consolazione, la compassione, la grazia di Dio è apparsa, come scrive Paolo al suo fedele discepolo Tito. E come abbiamo celebrato in questi intensi giorni natalizi.

Perciò viviamo in maniera diversa. Perché graziati, cioè abitati dalla compassione.

Figli nel figlio, ci siamo scoperti amati e prediletti. Bene-amati.

Non amati suscitando sensi di colpa, manipolando, ricattando, come siamo abituati a fare.

Un amore ridotto a sentimento impulsivo, a soddisfazione del nostro bisogno di essere al centro dell’attenzione.

Amati bene. Con una libertà che rende liberi.

Come solo Dio sa amare.

 

Ireneo

Ireneo vescovo diceva: cristiano, diventa ciò che sei.

Oggi siamo chiamati a fare memoria del momento in cui siamo stati innestati in Cristo. Scelta perlopiù inconsapevole e subita. Ma che possiamo fare nostra, oggi, giorno dopo giorno.

Diventare figli nel Figlio.

Portatori di Spirito.

Nutriti dalla Parola, nella preghiera, nella compassione.

Non siamo il Messia, ma possiamo esserne abitati, avvinti, infiammati.

 

Per vivere nella consolazione. E diventare consolazione.

Fonte sito www.tiraccontolaparola.it
 

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