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PREPARIAMOCI ALLA DOMENICA

Letture della domenica

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

 

 

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde 

Antifona d'ingresso
Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno:
tu sei buono, o Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)

Colletta
Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l'amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa' maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno A):
O Padre, che guardi con amore ai tuoi figli,
ispiraci pensieri secondo il tuo cuore,
perché non ci conformiamo
alla mentalità di questo mondo,
ma, seguendo le orme di Cristo,
scegliamo sempre le vie che accrescono la vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Ger 20,7-9)
La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna.

Dal libro del profeta Geremìa

Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto violenza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo urlare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!».
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 62)
Rit: Ha sete di te, Signore, l’anima mia. 

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.

SECONDA LETTURA (Rm 12,1-2)
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.

VANGELO (Mt 16,21-27)
Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
(Dall'Orazionale CEI 2020)
In comunione con tutta la Chiesa innalziamo al Padre la nostra preghiera, perché ci doni la forza di percorrere con slancio le vie della giustizia e dell’amore.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascolta, o Padre, la nostra supplica.

1. Guarda la tua Chiesa e donale il vigore della fede e della carità: sia sempre luogo di incontro e di riconciliazione e si faccia carico di ogni povertà umana. Noi ti preghiamo.
2. Assisti il papa e tutti i pastori della Chiesa: mossi dal tuo Spirito, annuncino con fermezza la parola di verità, che libera e apre alla salvezza. Noi ti preghiamo.
3. Infondi il tuo Spirito di sapienza in coloro che governano i popoli: depongano ogni progetto di vuoto prestigio e promuovano lealmente il bene comune. Noi ti preghiamo.
4. Dona conforto e speranza ai malati e ai sofferenti: siano toccati dalla mano risanatrice del tuo Figlio, che ha curato le nostre debolezze consolando gli afflitti e guarendo gli infermi. Noi ti preghiamo.
5. Concedi a noi la tua grazia: questa Eucaristia ci dia il coraggio di prendere ogni giorno la croce, rinunciando a noi stessi per servire il Vangelo. Noi ti preghiamo.

Rafforza la nostra fede, o Padre, perché sappiamo sempre annunciare ai nostri fratelli le meraviglie della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
L'offerta che ti presentiamo
ci ottenga la tua benedizione, o Signore,
perché si compia in noi con la potenza del tuo Spirito
la salvezza che celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.



Antifona di comunione
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono. (Sal 30,20)

Oppure:
Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia:
di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,9-10)

Oppure (Anno A):
Il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo
con i suoi angeli,
e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni. (Mt 16,27)

Preghiera dopo la comunione
O Signore, che ci hai saziati con il pane del cielo,
fa' che questo nutrimento del tuo amore
rafforzi i nostri cuori
e ci spinga a servirti nei nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

Fonte Sito: www.lachiesa.it

 

 - Parrocchia San Gregorio Magno

MEDITIAMO LA PAROLA DI DIO

Dio non voglia!

 

Non so voi, ma io vorrei gettare la spugna, sinceramente. 

Sarà che sto invecchiando e in me prevale l’aspetto cinico del carattere (quanto mi ha intenerito vedere un vecchio Guccini spento e disincantato…), sarà che è tutto fuori scala con questa rabbia collettiva e mondiale che diventa aggressività perenne, sarà che vedo molte comunità stanche, sfiduciate, sarà per la litania di brutte notizie che arrivano quotidianamente dai notiziari.

Allora vorrei entrare in una bolla, vivere seguendo la corrente, come fanno in tanti, arrangiarmi.

Non pensare più a Dio, al Vangelo, sorridere della mia fede ingenua.

Solo che poi dentro brucia. Come un fuoco che non si estingue, proprio come accade a Geremia.

Ma dove vado senza il mio Dio? Quale alternativa propone il mondo che non sia la disperazione e la follia?

Allora, forse, ha ragione Paolo, nella seconda lettura: devo ancora (ancora!) cambiare la mia visione delle cose, il mio sguardo, senza conformarmi alla mentalità di questo mondo, vivendo nella carne, in questo corpo stanco e claudicante, la novità del Regno.

Diventare discepolo, non dire a Dio cosa deve fare, ma finalmente andargli dietro.

Non ditelo a Pietro.

Dietro di me, Satana!

Gesù è il Messia, evviva. Molto diverso da quello che si aspettava, d’accordo. 

Ma Pietro ha osato ed è riuscito a dire l’inimmaginabile. Dio non è mai come ce lo aspetteremmo. Gesù non è un Messia muscoloso e battagliero, un condottiero che attira consensi e plausi.

Sia.

Gesù, però, adesso esagera.

Parla di sacrificio, di prove, di incomprensione, di sofferenza. Di morte. Della sua morte.

Non serve essere Figlio di Dio per capirlo: tira una bruttissima aria intorno a lui.

I discepoli sono scossi. Ora sanno chiaramente che Gesù è il Messia. 

E il Messia non deve morire, secondo loro. Se è l’inviato di Dio non può che vincere, che trionfare, che appianare e risolvere. Teneri.

Pietro prende da parte Gesù (!) e lo invita, è appena diventato Papa!, a non scoraggiare il morale delle truppe. Fa come noi, Pietro, insegna a Dio a fare Dio. Gli suggerisce in che direzione andare.

Dio non voglia!…

No Pietro, Dio non vuole. I nemici vorranno, Dio no. Dio non vuole il male, mai. Ma il male rivela il bene, l’ombra evidenzia la luce. Il chicco di grano deve morire per portare frutto.

E come con la cananea, Gesù tira fuori un bel caratterino. 

Stai ragionando come Satana, Simone, convertiti. Torna dietro di me. Torna ad essere discepolo!

Quando

Quando vogliamo indicare a Dio che direzione prendere, quando pensiamo che la sofferenza sia eccessiva, quando vorremmo fare qualche correzione all’agire divino, quando, anche se devoti, santi, pii, preti, vescovi, martiri, ragioniamo secondo gli uomini, quando non siamo discepoli, ma ci crediamo Maestri di Dio, quando, ingenuamente, assumiamo la logica di questo mondo, come ci ha ricordato san Paolo, Gesù non ha paura e ci richiama all’essenziale, anche con fermezza.

Ci invita a conversione. A passare dietro di lui.

Non ama la croce Gesù e ne farebbe volentieri a meno. E non vuole morire.

No, Dio non vuole, Pietro.

Ciò che vuole Gesù è manifestare il vero volto di Dio e per farlo è disposto a subire tutto ciò che ha detto, come accadrà.

Scegli tu Pietro, da che parte stare.

Dalla parte della croce, donando la vita, morendo pur di non rinnegare il vero volto di Dio, “perdendo”, cioè donando la vita per ritrovarla. O dalla parte del mondo. Che pensa solo a sé, che usa gli altri, che contratta, contrabbanda, cambia idea, giudica senza esporsi, non paga mai.

Scegli, Pietro.

Scegli, amico lettore. Scegli, sorella nella fede.

Croci

Questa è la croce, non altro. Non sofferenza, né prova divina, né alcuna delle assurde idiozie che abbiamo costruito intorno a questo invito.

Quante volte abbiamo stravolto questo brano e offeso Dio facendogli dire l’esatto contrario di quello che voleva dire. Dio non ama la croce, perché dovrebbe chiederci di amarla?

Dio non manda le croci, gli altri le mandano, noi stessi le costruiamo per sentirci devoti.

La sofferenza va evitata, ove possibile. Ma amare, a volte, porta a donarsi fino alla morte, fino allo svuotamento di sé, fino al rendere sacro un gesto, il sacrum facere, il sacrificio.

Che non significa sopportare un marito violento e farmi da parte davanti all’arrogante o diventare uno zerbino. Dio non apprezza tale atteggiamento!

Significa entrare nella logica del dono, logica che Gesù assume. Fino a morirne.

Siamo davvero disposti a osare tanto?

Sì però

Gesù è onesto.

Con Pietro e con noi. Possiamo scegliere.

Perché possiamo guadagnare il mondo intero senza per questo diventare felici. Anzi, perdendo l’essenziale. E non è forse all’essenziale che questo tempo di prova ci sta riportando? Non è forse ad una profonda e radicale conversione personale e delle nostre comunità che questo tempo ci sta spingendo?

Possiamo passare il tempo a lamentarci, o a far finta che, in fondo, non sia cambiato molto. 

Accontentarci di essere discepoli urlanti e mascherati.

Oppure.

 

Oppure tornare al fuoco.

Al tormento di un amore impossibile. L’amore di Dio per me. L’amore mio per Dio.

Come un terremoto che schianta gli edifici fragili, così il corso della Storia mette in evidenza la fragilità del nostro annuncio, la pigrizia del nostro cristianesimo abitudinario e poco affascinante (e credibile). 

Oppure farci riscoprire, come sperimenta Geremia, profeta sfortunato ed inascoltato, percepito come un eretico alla corte del debole re di Gerusalemme, che quando parla di Dio parla di un incendio.

Di un fuoco divorante che penetra nelle ossa e consuma.

Di un amore dolcissimo e straziante.

 

Da qui possiamo ripartire.

Da qui voglio ripartire. Tornando ad essere discepolo.

Costi quel che costi.

Sapendoci amati. Scegliendo di amare.

  Fonte sito: PaoloCurtaz.it

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