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PREPARIAMOCI ALLA DOMENICA

Letture della domenica

 

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

 

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde    
AO290 ;

 

L’ipocrisia dei farisei e dei sadducei proclama la veridicità di Gesù, che essi cercano di cogliere nella rete di un dilemma sapientemente calcolato: o egli afferma che il tributo ad uno Stato straniero e idolatra è lecito, e perde la stima di coloro che non accettano il dominio romano; oppure dichiara che questo tributo è illecito, e apre la porta al suo processo con l’accusa di istigare la sedizione. “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare”. Gesù non è il capo di un movimento di rivolta: il suo discepolo deve compiere i suoi obblighi civici. È in questo modo che l’ha capito la prima Chiesa (Rm 13,1-7; 1Pt 2,13-17). Ma ciò che è importante e decisivo, e che non sembra preoccupare i farisei, è il seguito: “E a Dio quello che è di Dio”. Soltanto a Dio si devono l’adorazione e il culto, e né lo Stato né alcun’altra realtà di questo mondo possono pretendere ciò che è dovuto esclusivamente a Dio. Il martirio è l’espressione suprema della resistenza cristiana di fronte al tentativo assolutistico del potere temporale di usurpare il posto di Dio (Ap 20,4).
A Dio ciò che è di Dio! Ma tutto appartiene a Dio, che è il creatore. Ed è per questo che non si può astrarre Dio durante la costruzione della città terrena, “quasi che Dio non meriti alcun interesse nell’ambito del disegno operativo ed associativo dell’uomo” (Reconciliatio et paenitentia , 14). L’uomo può realizzare la pretesa blasfema di costruire un mondo senza Dio, ma “questo mondo finirà per ritorcersi contro l’uomo” (ivi , 18).

 



 

Antifona d'ingresso

 

Io t'invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi;

 

tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole.

 

Custodiscimi come pupilla degli occhi,

 

all'ombra delle tue ali nascondimi. (Sal 16,6.8)

 



 

Colletta

 

Dio onnipotente ed eterno,

 

donaci di orientare sempre a te la nostra volontà

 

e di servirti con cuore sincero.

 

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

 

e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

 

per tutti i secoli dei secoli.

 



 

Oppure (Anno A):

 

O Padre, sul palmo della tua mano

 

sta scritto il nome di ogni tuo figlio:

 

fa' che nel misterioso intrecciarsi

 

delle libere volontà degli uomini

 

nessuna autorità abusi della propria forza

 

e ogni potere si ponga sempre

 

a servizio del bene di tutti.

 

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,

 

e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

 

per tutti i secoli dei secoli.

 



 

Prima lettura

 

Is 45,1.4-6

 

Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni.

 

Dal libro del profeta Isaìa

 



 

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:

 

«Io l’ho preso per la destra,

 

per abbattere davanti a lui le nazioni,

 

per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,

 

per aprire davanti a lui i battenti delle porte

 

e nessun portone rimarrà chiuso.

 

Per amore di Giacobbe, mio servo,

 

e d’Israele, mio eletto,

 

io ti ho chiamato per nome,

 

ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.

 

Io sono il Signore e non c’è alcun altro,

 

fuori di me non c’è dio;

 

ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,

 

perché sappiano dall’oriente e dall’occidente

 

che non c’è nulla fuori di me.

 

Io sono il Signore, non ce n’è altri».

 



 

Parola di Dio

 



 

Salmo responsoriale

 

Sal 95

 

Grande è il Signore e degno di ogni lode.

 



 

Cantate al Signore un canto nuovo,

 

cantate al Signore, uomini di tutta la terra.

 

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,

 

a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

 



 

Grande è il Signore e degno di ogni lode,

 

terribile sopra tutti gli dèi.

 

Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,

 

il Signore invece ha fatto i cieli.

 



 

Date al Signore, o famiglie dei popoli,

 

date al Signore gloria e potenza,

 

date al Signore la gloria del suo nome.

 

Portate offerte ed entrate nei suoi atri.

 



 

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.

 

Tremi davanti a lui tutta la terra.

 

Dite tra le genti: «Il Signore regna!».

 

Egli giudica i popoli con rettitudine.

 



 

Seconda lettura

 

1Ts 1,1-5

 

Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

 



 

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.

 

Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.

 

Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

 



 

Parola di Dio

 



 

Canto al Vangelo

 

Fil 2,15-16

 



 

Alleluia, alleluia.

 

Risplendete come astri nel mondo,

 

tenendo salda la parola di vita.

 

Alleluia.

 



 

Vangelo

 

Mt 22,15-21

 

Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

 



 

Dal Vangelo secondo Matteo

 



 

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.

 

Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».

 

Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».

 

Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

 



 

Parola del Signore

 



 

Preghiera dei fedeli

 

(Dall'Orazionale CEI 2020)

 

Fratelli e sorelle, condividiamo ora la preghiera universale, primo servizio alla missione. Dio Padre moltiplichi i segni della sua fedele misericordia portando tutte le creature alla salvezza.

 

Preghiamo insieme e diciamo: Venga il tuo regno, Signore.

 



 

1. Per la Chiesa cattolica: senta sempre viva l’urgenza della missione alle genti e investa le migliori energie nell’azione evangelizzatrice. Preghiamo.

 

2. Per i missionari che recano il dono del Vangelo in terre e culture lontane: siano sostenuti con ogni mezzo dalle comunità di partenza e valorizzati al loro rientro. Preghiamo.

 

3. Per i giovani: l’esempio dei missionari martiri li entusiasmi e li convinca a consacrarsi totalmente alla grande causa della evangelizzazione, sui sentieri della fedeltà a Cristo. Preghiamo.

 

4. Per i governanti: nel rispetto delle legittime aspirazioni dei popoli, si impegnino a superare le cause dei conflitti etnici e sociali, e a garantire la libertà religiosa. Preghiamo.

 

5. Per le nostre parrocchie: infondendo nelle attività pastorali un ampio respiro missionario, raggiungano con l’annuncio di Cristo, via, verità e vita, le persone in ricerca, a volte inconsapevole. Preghiamo.

 



 

Signore Dio nostro, che gioisci delle tue creature e le sostieni con la forza del tuo Spirito, fa’ nascere per i poveri il pane dalla terra e la giustizia dalla generosità dei retti di cuore, perché gli umili riprendano coraggio e si manifesti la tua salvezza tra le genti. Per Cristo nostro Signore.

 



 

Preghiera sulle offerte

 

Per questi tuoi doni concedi a noi, o Signore,

 

di servirti con cuore libero,

 

perché, purificati dalla tua grazia,

 

siamo rinnovati dai misteri che celebriamo.

 

Per Cristo nostro Signore.

 



 

Antifona alla comunione

 

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,

 

su chi spera nel suo amore,

 

per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. (Sal 32,18-19)

 



 

Oppure (Anno A):

 

Rendete a Cesare quel che è di Cesare

 

e a Dio quel che è di Dio. (Mt 22,21)

 



 

Preghiera dopo la comunione

 

La partecipazione ai doni del cielo, o Signore,

 

ci ottenga gli aiuti necessari alla vita presente

 

nella speranza dei beni eterni.

 

Per Cristo nostro Signore.

 

 

 

Fonte Sito: www.lachiesa.it

 

 - Parrocchia San Gregorio Magno

MEDITIAMO LA PAROLA DI DIO

Restituite

 

Bravi: la trappola è spettacolare.

E anche la vigliaccheria dell’animo umano è spettacolare.

Erodiani e farisei vanno da Gesù per metterlo in difficoltà.

Erodiani e farisei, il diavolo e l’acqua santa, chi collabora con i romani e chi li odia, chi li serve e chi li osteggia. Ma hanno un nemico in comune, allora osano. Gesù è il terzo incomodo e va fatto sparire.

Contorte logiche umane: i nemici diventano alleati quando scoprono un nuovo nemico.

Bisogna pagare la tassa ai romani?

Gli erodiani pensano di sì, i farisei pensano di no, va pagata solo la tassa al tempio.

Cosa dirà il falegname diventato rabbino? 

Fra i suoi ha scelto un esattore, Matteo e uno zelota, feroce oppositrice al dominio romano: si è rovinato con le sue stesse mani, dal loro punto di vista. O, forse, il punto di vista del Nazareno è che nessuno può essere catalogato e definito da ciò che fa o dalle idee che professa…

Dirà di pagare il tributo, scontentando l’anima secessionista e diventando un collaboratore?

Dirà di non pagarlo unendosi all’infinita schiera dei ribelli populisti?

Bel casino.

Restituite

La malevolenza e l’inganno si combattono solo con la scaltrezza e la furbizia.

Chiede una moneta a chi si rifiuta di pagare il tributo, il Signore, a coloro, i farisei, che nemmeno toccano il conio con l’effige dell’imperatore per non peccare di idolatria. E loro la prendono dalle tasche per mostragliela. Idioti.

 Leggi Storia

 

Intransigenti, in teoria, accomodanti, in pratica. Come facciamo anche noi.

La frase di Gesù è misteriosa, di difficile comprensione.

Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

In greco, la lingua dei Vangeli, esiste una sfumatura essenziale.

Restituite.

Piccola differenza, grande cambiamento.

Restituite: nulla è vostro. Non possedete nulla, di nulla avete diritto, non accampate crediti verso nessuno.

Già qui potremmo fermarci.

Perché continuo ad incontrare gente arrabbiata, irritata, polemica, che pensa di essere a credito con la vita. Che scarica sugli altri la colpa della loro infelicità. Che invoca e cerca un colpevole cui addossare la responsabilità dei propri presunti fallimenti.

E ne incontro sempre di più.

Adolescenti mai cresciuti imbronciati e polemici, aggressivi e ottusi.

La colpa è dei romani. E delle tasse. E dei movimenti   religiosi che non appoggiano Erode. E del Messia che non viene. E chi dice di essere il Messia, non ci piace.

 Libri Spirituali

 

A Cesare

Restituite a Cesare.

Cesare è il potere politico, amministrativo, economico. Che oggi ha quasi assunto una forma simbolica. Le multinazionali, i poteri oscuri, l nuovo (dis)ordine mondiale. Qualcuno che vive per fregarci, per dominarci, per controllare le nostre vite e orientare i nostri bisogni.

È vero. In parte. Perché il potere glielo abbiamo dato noi. Votandoli, delegando, comprando i loro prodotti. Restituite a Cesare significa rimboccarsi le maniche: a scuola, nell’associazionismo, nel quartiere, in politica. Facendo nuove tutte le cose, ragionando con una logica alta e altra.

Se non portate voi lo stile del Vangelo nel vostro ufficio, nessuno lo farà. E la correttezza, e l’onestà, e la competenza, e la verità.

Stare alla porta e giudicare senza fare niente è contro la logica di Dio.

 

E Isaia osa: un pagano, Ciro, cambierà le sorti del mondo, a partire da lui si metteranno in moto eventi che aiuteranno in qualche modo il piccolo popolo ebraico. Perché Dio interviene nella Storia attraverso eventi, persone, scelte, anche se sono lontane dalla nostra esperienza di fede. Perciò, Ciro, che non lo sa, è strumento, è l’eletto.

A Dio

 Libri Spirituali

 

Restituite a Dio.

Perché tutto ciò che siamo, tutto ciò che viviamo e speriamo, tutto ciò che ci rende veri e liberi, tutto proviene da Lui. Anche con Dio, troppe volte, pensiamo di essere a credito, che ci debba delle ragioni, che si debba spiegare per tutte le cose che non capiamo, per tutto quello che, al mondo, non funziona.

Gesù, invece, ci propone di entrare nella sua logica, che è altra, che è forte, che è oltre.

Proveniamo da Dio e a lui andiamo. E il nostro cuore è senza pace fino a quando non dimora in lui.

Coltivare la propria vita interiore, accudire la propria anima significa restituire a Dio ciò che siamo, fiorire in Lui, crescere fino all’incontro.

 

Viviamo, oggi, l’invito di san Paolo: Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come non l’avessi ricevuto? (1Cor 4,6).

E facciamo esperienza di quanto scrive ai Tessalonicesi: Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui.

Sì: sappiamo bene di essere amati.

Comportiamoci di conseguenza, amando.

Restituendo.

  Fonte sito: PaoloCurtaz.it

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